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a pochi passi l'Arena, piazza delle Erbe e la casa di Giulietta

Verona e dintorni

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La bella Verona

Così la definisce William Shakespeare nel prologo di Giulietta e Romeo, e da quando il poeta l'ha così nominata la sua bellezza è diventata leggenda.

Il fascino di Verona è dovuto prima di tutto ai segni lasciati dal passaggio della storia: dall'epoca romana a quella comunale, dalla signoria dei Della Scala alla dominazione veneziana e a quella austriaca non c'è periodo che non abbia donato alla città monumenti insigni, in qualche caso gioielli della storia dell'Arte e dell'architettura, tanto che nel 1999 Verona è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Ciò che rende Verona unica al mondo non è però il singolo monumento, per quanto straordinario, ma l'armonia che nei secoli i suoi cittadini sono riusciti a realizzare pur nel cambiamento degli stili architettonici, facendo di una città una scenografia naturale, con un impianto romano e un carattere prevalentemente medioevale.

La fondazione della città avvenne attorno al VII secolo prima di Cristo, probabilmente da popolazioni retiche provenienti da Nord. Il nome della città è però di origine etrusca, e gli studiosi ritengono quindi che gli Etruschi, anche se non la fondarono, ebbero comunque una parte importante nel suo sviluppo.

Verona entra nell'orbita romana nel III secolo a.c., ma è alla metà del II secolo a.c., con la costruzione della via Postumia, che da Gevova ad Aquileia tagliava da ovest a est la pianura padana, che la città diventa un centro importante. Verso la metà del I secolo a.c. Verona acquista la struttura urbanistica ancora oggi ben visibile, quella del castrum romano: un reticolo di strade diritte che si intrecciano perpendicolari l'una all'altra.

Nel corso dei primi secoli dopo Cristo Verona seguì le sorti dell'impero romano, diventando una città florida e ricca di monumenti marmorei. Nel I sec. d.c. venne costruita l'Arena. Con la decadenza dell'impero, essa subì il saccheggio da parte del re visigoto Alarico (402 d.c.) e di quello degli Unni, Attila (452 d.c.): la sua collocazione geografica sulla direttrice nord-sud la rendeva infatti un centro chiave sia per i difensori, sia per gli invasori dal Nord, che se la trovavano davanti non appena varcate le Alpi. Per questo Verona è stata per secoli una città della massima importanza militare, tanto che la sua cinta muraria è stata potenziata e ampliata secolo dopo secolo, fino a giungere ai 16 km di perimetro a cui la portarono i veneziani, e alla costruzione di bastioni e roccaforti da parte degli austriaci.

Nel basso medioevo, dopo il crollo dell'impero romano, Verona fu la residenza prediletta di Teodorico, re dei Goti, e di Alboino, re dei Longobardi, e fu anche la base in Italia di re Pipino, figlio di Carlo Magno, che proprio a Verona è sepolto.

Nel 1136, Verona si costituì in libero Comune, e pochi anni dopo fondò la Lega Veronese con Padova, Vicenza e Venezia, primo nucleo di quella Lega Lombarda che sconfisse a Legnano l'imperatore Federico I Barbarossa, e lo costrinse ad accettare l'autonomia delle città italiane.

In seguito il Comune venne scosso dalle lotte sanguinarie tra le famiglie più importanti della città, per la gestione del potere, come accadde in molte altre città italiane. Prese così il potere Ezzelino Da Romano, signore della Marca trevigiana e vicario in Italia settentrionale dell'imperatore Federico II.

Dopo la morte di Ezzelino seguì un nuovo periodo di faide tra clan famigliari, a cui parteciparono i Montecchi, leader di parte ghibellina, e i Capuleti, acerrimi nemici. Vista l'impossibilità di trovare un equilibrio, nel 1260 venne nominato Capitano del popolo a vita Mastino Della Scala, membro di una famiglia della piccola nobiltà commerciale. Da questo momento il Comune e le sue istituzioni scompaiono, inizia il periodo della signoria, con una sola famiglia al governo della città. Tra il 1301 e il 1304 fu Bartolomeo Della Scala a governare Verona, ed è proprio sotto la sua signoria che è ambientata la vicenda di Giulietta e Romeo.

In pochi anni Verona crebbe d'importanza e diventò la capitale di un piccolo regno, che comprendeva Vicenza, Padova, Feltre e Treviso con i rispettivi territori. La conquista di una buona parte dell'Italia nord orientale è dovuta a Cangrande Della Scala, figlio di Bartolomeo e signore della città dal       al 1329. Cangrande alla sua epoca ebbe fama di valoroso condottiero, leggendario perché alle virtù guerriere univa una gentilezza squisita e un perenne buonumore (la sua statua equestre, oggi conservata a Castelvecchio, ce lo mostra armato di tutto punto e sorridente). E' ancora oggi famoso perché Dante soggiornò a Verona, suo ospite, per molti anni, e gli dedicò il Paradiso.

Dopo Cangrande gli altri signori scaligeri non furono alla sua altezza, la famiglia fu scossa da fratricidi,e nel 1387 l'ultimo superstite, Antonio, fu sconfitto da Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, e Verona restò viscontea fino all'inizio del XV secolo, quando, dopo un breve periodo di signoria dei Carraresi (signori di Padova), fu data a Venezia. Da allora Verona perse definitivamente la sua autonomia, e diventò una tranquilla città della Serenissima.

Dopo una breve parentesi napoleonica la città diventò parte del regno Lombardo-Veneto, territorio dell'impero asburgico. Nel 1866 Verona fu annessa al regno d'Italia.